promuovere il linguaggio

Gentile Genitore, in questa sezione sono semplificati descritti alcuni contenuti che potrebbero esserti di aiuto nel capire meglio le abilità comunicative del tuo bambino. Le indicazioni e i suggerimenti riportati non possono sostituirsi in alcun modo alle indicazioni personalizzate del tuo pediatra di riferimento. Tuttavia, alcuni contenuti, esempi ed attività di seguito descritte potrebbero essere di tuo interesse. Per ogni dubbio ricorda di chiedere sempre al tuo pediatra di riferimento e contattaci direttamente per avere maggiori informazioni.
1) Interazione e sviluppo del linguaggio
Con il termine attenzione condivisa ci si riferisce al momento in cui un bambino ed un adulto riversano la loro attenzione contemporaneamente e consapevolmente sullo stesso oggetto/persona/evento. Per esempio, nelle attività quotidiane si parla di attenzione congiunta quando genitori e figli coordinano l’attenzione l’uno sull’altro e contemporaneamente verso un terzo (es. un giocattolo). Tale abilità è strettamente connessa allo sviluppo comunicativo e linguistico. L'attenzione condivisa è considerata un'abilità sociale ed esprime le abilità di interazione di un bambino. Questa condotta è fondamentale allo sviluppo della comunicazione. Il bambino inizialmente risponde alle richieste di attenzione condivisa e successivamente diventa in grado di avviare lui stesso una richiesta di condivisione dell’attenzione. Un esempio di capacità di risposta all’attenzione è quando il genitore indica qualcosa (es. un gioco) dall’altra parte della stanza e il bambino segue quell’indicazione con lo sguardo. Un esempio di condotta di inizio di attenzione condivisa è quando il bambino dice parole come “Guarda!". Va tenuto presente che la comunicazione non è solo linguaggio. Il bambino può cercare la vostra attenzione attraverso i gesti, ad esempio l’indicare, per chiedere qualcosa (es. un gioco che vuole ottenere) o per mostrare qualcosa (es. la farfalla che vola) all’altro. I bambini inizialmente apprendono la comunicazione ricettiva (cioè a comprendere) interagendo regolarmente con altre persone senza comprendere le parole. Nel corso del tempo, con l'ascolto costante e la partecipazione alle attività imparano a capire il significato delle parole. L'interazione (attenzione congiunta) conduce all'ascolto e l'ascolto promuove la comprensione linguistica. La comprensione porta all'uso del linguaggio. Anche l’utilizzo della comunicazione non verbale (come i gesti, le espressioni facciali, lo sguardo) sostiene lo sviluppo del linguaggio.
2) Quando preoccuparsi
Di seguito sono riportati alcuni “segnali di rischio”. Nel caso in cui abbia l’impressione che il suo bambino presenti uno o più dei seguenti segnali, la invitiamo a parlarne con il suo pediatra e a valutare insieme a lui l’effettiva presenza e il significato di quel “segnale”.
  • La presenza di ritardo del linguaggio sia in comprensione che in produzione
  • Limitata risposta al nome e al linguaggio
  • Scarse vocalizzazioni
  • Limitato numero di consonati nella fase di lallazione
  • Poche imitazioni spontanee
  • Carenza di gioco rappresentativo e simbolico con gli oggetti
  • Scarsi gesti comunicativi
  • Ridotta comunicazione non verbale
  • Intenti comunicativi limitati alle richieste
  • Difficoltà nell’interazione con i pari
  • Preferenza per l’interazione con gli adulti rispetto ai coetanei
  • Familiarità positiva per ritardi del linguaggio e dell’apprendimento
3) Che cosa si può fare
Qui dovrebbero leggere alcuni suggerimenti su attività di gioco ed interazione, in modo da poter sviluppare e riprodurre tali attività.
Approccio comunicativo: lo stile educativo più utile a promuovere le capacità comunicative e linguistiche del bambino, è quello in cui il genitore sia coinvolto in modo attivo e creativo in attività di gioco divertenti per entrambi. Il genitore può essere un partecipante attivo adeguandosi al livello del bambino e seguire il suo interesse in modo contingente in un’atmosfera interattiva serena e divertita. Tenete presente che un atteggiamento ‘direttivo’ che cerca di controllare e spostare l’attenzione e l’interesse del bambino verso gli scopi che l’adulto ritiene importante, utilizzando prevalentemente interventi verbali quali ordini, istruzioni, domande chiuse, non risulta invece funzionale all’apprendimento comunicativo.
Posizione: quando interagiamo con il bambino è importante posizionarsi allo stesso livello, facilitando l’aggancio dello sguardo e la condivisione dell’attenzione, in modo che il bambino possa accedere facilmente a tutti i comportamenti verbali e non dell’adulto (movimento labbra, espressioni facciali, gesti comunicativi, direzione sguardo, movimenti corporei).
Seguire l’interesse del bambino: fate attenzione a ciò che propone il bambino durante il gioco e agganciatevi ad esso per confermarlo e ampliarlo, interpretandolo come comunicativo anche se può risultare poco chiaro. L’adulto può fare esclamazioni e domande in linea con l’interesse mostrato dal bambino e non modificare il focus attentivo.
Commentare ciò che succede: commentate verbalmente le azioni di gioco e parlate dell’interesse del bambino, utilizzando parole, gesti e suoni onomatopeici che possano rendere il gioco ancora più divertente e l’interazione gratificante.
Adeguarsi al livello linguistico del bambino: è necessario utilizzare un linguaggio adeguato al bambino semplificandolo in base al suo livello di produzione e comprensione. Una buona regola è quella di utilizzare una parola in più rispetto a quella utilizzata dal bambino (L+1). Questa modalità permette di migliorare la comprensione del bambino e la sua motivazione ad interagire.
Arricchire: ripetere e imitare frequentemente parole/frasi e gesti comunicativi del bambino in modo contingente per poi ampliarle e riformularle in modo corretto.
Fare di meno perché’ faccia di più: parlare in modo lento, scandendo chiaramente le parole, lasciando rapidamente il turno conversazionale al bambino. Indispensabile è fare spesso delle pause che consentano al bambino di elaborare ciò che l’adulto ha appena detto e organizzare il pensiero e l’atto comunicativo di risposta (verbale o non verbale).
Lettura ad alta voce: Scegliete libri adeguati all’età e allo sviluppo linguistico del bambino, con immagini accattivanti e testo non troppo ricco, tenendo conto anche del livello di attenzione e degli interessi del bambino.
4) Che cosa non fare
Non sottovalutate le vostre preoccupazioni. Comunicate e condividete sempre con il vostro pediatra eventuali dubbi sullo sviluppo del vostro bambino.