a chi si rivolge

L'incidenza di un disturbo nello sviluppo del linguaggio dipende dall'età del bambino a cui viene formulata la della diagnosi, e si stima in circa il 15% nei bambini di 2 anni e il 5-8% nei bambini di 3-5 anni. Ritardi del linguaggio non trattati nei bambini di età prescolare hanno tassi di persistenza del 40-60% e uno sviluppo linguistico ritardato o atipico può essere la spia di un disturbo di linguaggio o nascondere problemi clinici complessi quali ad esempio disabilità intellettive, disturbi dello spettro autistico o lievi sordità non precedentemente diagnosticate. Inoltre, il riscontro di dislessia, può essere preceduto da ritardo nello sviluppo di linguaggio.   L’individuazione precoce di un ritardo di linguaggio facilità un accesso tempestivo ai servizi per l’avvio di intervento logopedico riducendo così il numero di bambini che necessitano di interventi specialistici in età scolare e riducendo il rischio di comorbidità futura (vedi DSA). Già nel 2006 la Task Force dei Servizi di Medicina Preventiva negli Stati Uniti raccomandava di includere la valutazione dei comportamenti linguistici nei bambini di età prescolare nelle visite pediatriche di routine. La rilevanza della valutazione precoce delle competenze comunicative e linguistiche è testimoniata dal fatto che negli ultimi dieci anni sono stati condotti numerosi programmi di screening finalizzati ad indentificare i bambini che tra i 2 e i 3 anni di età mostrano un esordio tardivo delle abilità linguistiche.   Individuare una problematica linguistica e comunicativa nei primi 3 anni di vita può non essere sempre facile. Ad oggi sono disponibili diversi strumenti per la valutazione delle diverse componenti del linguaggio (ad es. fonotattica/articolatoria, lessicale, sintattica e morfosintattica) ed il loro utilizzo consente di identificare la presenza, la tipologia e la gravità della problematica. Tuttavia, alcune difficoltà nello sviluppo del linguaggio possono non emergere dalle consuete valutazioni pediatriche e di screening. Infatti, quando gli strumenti di valutazione delle diverse componenti del linguaggio vengono usati molto precocemente possono non essere sufficienti ad identificare i “casi limite”. Conseguentemente, l’uso di questi strumenti consente di identificare i bambini con un chiaro disturbo mentre potrebbe essere rimandato all’ingresso nella scuola primaria l’identificazione di quei “casi limite”. In queste situazioni, una valutazione incrociata della competenza sintattica e prosodica può offrire
la possibilità di individuare i bambini che presentano delle problematiche seppure non già patologiche. È stato ipotizzato che durante lo sviluppo del linguaggio e della comunicazione, le crescenti richieste di una delle componenti, come la sintassi, possa potenzialmente causare una riduzione delle prestazioni in una seconda componente, ad esempio la fonologia. L’analisi della prosodia degli enunciati combinatoriali potrebbe esprimere la programmazione della produzione frasale in un periodo in cui la competenza grammaticale non è completamente acquisita e quindi potrebbe dare informazioni su come il bambino padroneggia le diverse strutture sintattiche.   Il progetto Smart@pp mira a implementare e a promuovere la diffusione di un protocollo ubiquitario di individuazione precoce dei disturbi della comunicazione. Il progetto intende sfruttare il network naturale di smartphone e tablet implementando una piattaforma web per iOS e Android e comuni browser. L’obiettivo di Smart@app è quello di configurarsi come uno strumento agevole che consenta non solo di identificare precocemente i fattori di rischio per lo sviluppo delle abilità comunicative e linguistiche, ma anche di ricevere tempestivamente suggerimenti ed indicazioni utili alla promozione delle abilità carenti. Ai genitori verrà chiesto di compilare specifici questionari sullo sviluppo delle abilità linguistiche tra cui la versione tradotta della check-list Language Development Survey (sviluppata da Leslie Rescorla del Bryn Mawr College in Pennsylvania, USA, e opportunamente adattata e tarata per la popolazione italiana dai ricercatori dell’IRCCS Medea, in collaborazione con l’Università La Sapienza di Roma) e il questionario Primo Vocabolario del Bambino. Smart@pp inoltre include una prova sperimentale per l’analisi della prosodia del bambino.   I pediatri potranno accedere alla piattaforma e utilizzare gli strumenti predisposti al monitoraggio delle abilità comunicative e linguistiche dei bambini anche tramite il coinvolgimento diretto della famiglia. Il progetto è in corso di sperimentazione ed è previsto di implementare per tutti i pediatri coinvolti nella sperimentazione un raccordo diretto con l’Unità di Neuropsichiatria Infantile di riferimento. Questo raccordo favorirà il monitoraggio del livello di sviluppo delle abilità comunicative linguistiche di ciascun bambino arruolato tramite la valutazione specialistica dei questionari e la comunicazione diretta al pediatra sulla necessità di eventuali approfondimenti e/o di invio ad una valutazione specialistica neuropsichiatrica del bambino.